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mercoledì 22 giugno 2011

Domande a Luca Conti, giornalista del Sole 24 Ore

Ambientalista, Blogger, Giornalista. Chi è in primis Luca Conti? Il mestiere che antepone agli altri.
Di necessità virtù, è quello del consulente.
Lei scrive per uno dei maggiori giornali nazionali, il suo nome si legge nelle pagine economiche del Sole 24 Ore, nell’inserto settimanale di tecnologia. Come ha cominciato?
La collaborazione con Il Sole è nata da un interessamento di Luca De Biase. Un giorno mi ha chiamato e mi ha chiesto di scrivere un pezzo di approfondimento di una mia ricerca che aveva visto online. Da lì propongo idee e mi assegnano di volta in volta pezzi, oppure è la stessa redazione di Nova a chiedermi di lavorare su qualcosa
Non ci si aspetta che sia stato facile, può però dirci i passi che ha dovuto muovere? Quali consigli sente di dare ai giovani appassionati di economia, giornalismo e innovazione, che desiderano percorrere il suo stesso percorso?
Luca Conti
Il tutto è nato dalla visibilità che mi sono costruito in rete (visibilità sui contenuti) con anni di blogging. Ho cominciato nel dicembre del 2002 e i frutti sono arrivati con tempo e fatica. Consiglio quindi di scrivere su un blog, con continuità e professionalità, come se si scrivesse per un giornale, così da creare un archivio che parli del nostro lavoro e della nostra passione. Meglio di un buon curriculum da segnalare alle testate a cui ci si vuole proporre.
Quanta meritocrazia ha incontrato? Quanta competizione? E quanto aiuto, sostegno da parte dei colleghi stessi?
Sarò un caso, ma non ho mai avuto problemi. Da freelance si compete con sé stessi e con nessun altro. Essere affidabili e continui nei tempo è certamente una carta in più che aiuta a creare buone relazioni, con la redazione, con i colleghi, con i lettori
Adesso vorrei essere condotta da Lei, nel prosieguo di questo viaggio informativo, nella regione dell’editoria, quella moderna, nuova, quella dell’eBook. Indugi sul ruolo rivestito da Lei all'interno del settore, spiegando le funzioni su cui ci si sofferma e le capacità richieste. Le lascio inoltre un compito: ci parli in tre righe dell’incisività, della diffusione del libro multimediale e della differenza che si registra tra l’America, il nord Italia ed il sud. Se vuole, si prenda anche più di tre righe!
Il mercato degli ebook è appena nato in Italia. Impossibile fare distinzioni tra nord e sud anche se i primi dati dicono che il nord consuma la metà circa del fatturato nazionale, ma ancora si parla di meno di un milione di euro, briciole. Siamo indietro due/tre anni sugli USA, dove gli ebook stanno ormai al 10% del mercato, ma siamo sulla strada giusta. Il 2011 sarà l'anno dello sviluppo, fino a Natale 2011 quando cominceremo a parlare di numeri più interessanti, per far decollare il mercato su numeri rilevanti dal 2012. Opportunità per autori, nuovi editori e anche giornalisti. Basta saperle cogliere.
Dopo aver incantato i lettori, rispondendo con puntiglio alle domande poste sopra, ci parli del suo impegno per l’ambiente.
Ambientalista ed esperto in tecnologia. Questo connubio può essere contraddittorio. Non che la contraddizione sia un male, spesso da questo tipo di contrasto nascono ottime idee. Ma le tecnologie già da tempo sappiamo che possono produrre danni: radiazioni, consumi energetici e giù di lì con tutte le relative conseguenze… un po’ come ha fatto l’industria a partire dai secoli scorsi con l’inquinamento. Che cosa ne pensa? Secondo Lei, c’è un sistema di mediazione tra i due ambiti? L’ambiente aiuta la tecnologia.. ma la tecnologia come può aiutare l’ambiente?
Uno dei settori più promettenti è oggi quello delle green technology. Non credo che la tecnologia pulita sia sufficiente a farci invertire la rotta - le risorse del pianeta Terra sono e restano limitate - ma può aiutarci a ridurre i consumi e a modificare il nostro stile di vita. Gli esempi che si possono fare sono decine, se non centinaia, dall'energia, alle comunicazioni, passando per i trasporti. Internet è certamente una di queste tecnologie pulite. 
Velocemente cambio discorso. Le paure che derivano dal suo lavoro. Quali sono? Precariato, pensioni o altro? Sono preoccupazioni pure, di incertezza, dovute all’ignoto, oppure costatate realmente da chi, come lei, vive questo status intellettuale?
Il rischio connesso all'attività di libero professionista è ampiamente compensato dalle soddisfazioni e dalla libertà di potersi autorganizzare. Sulla pensione credo che nessuno possa stare tranquillo. L'unica soluzione è pensare ad una pensione integrativa fin da giovani e incrociare le dita che la situazione finanziaria del paese non peggiori ulteriormente. Non tutti sono portati per il lavoro autonomo e i rischi che comporta, non lo ordina il dottore, ma può dare molte soddisfazioni.
Usciti dall’Italia. Estero. I viaggi sono necessari. Tutti i meridionali dovrebbero vivere città come Milano almeno qualche giorno, per capire. Tutti gli italiani dovrebbero vivere città come New York, Los Angeles almeno qualche settimana, per capire. Si parla di fuga di cervelli, a volte penso che sia semplice desiderio di partire. In tutta questa confusione, cosa ne pensa? Il lavoro che svolge lei, al di fuori dell’Italia, è più remunerativo? Più apprezzato? Le chiedo una cosa che a noi italiani piace molto domandare… è più semplice?
È più difficile, non è più semplice, ma è certamente più valorizzato, più apprezzato, più remunerato. Avercene di clienti all'estero. Per il lavoro che faccio sono certamente più competenti, esigenti, ma anche capaci di ripagare di più, in tutti i sensi. Aprire la mente per una prospettiva internazionale direi è fondamentale, oltre che auspicabile per ognuno di noi. L'Italia non è che un puntino sulla carta geografica. Perché limitare i propri orizzonti? Ciò vale non solo sul piano professionale, anzi!
Faccia un saluto a Mazara del Vallo, che l’aspettava giorno 18 gennaio c.a. per il progetto “Medi@mente comunicare nell’era digitale” promosso dal Liceo Scientifico G.P. Ballatore…
Mi è molto dispiaciuto non poter partecipare all'evento. La tecnologia - nel caso specifico i trasporti aerei - non sempre ci aiuta. Spero ci sia presto una nuova occasione per venire a Mazara. 

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