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giovedì 16 giugno 2011

Teatro Massimo: Lucia di Lammermoor




Palermo, 14 giugno 2011. In visibilio. Dopo aver udito “Lucia di Lammermoor”, opera lirica di Gaetano Donizetti su libretto di Salvadore Cammarano, non si smette per un attimo di ammirarne le parole, il ritmo.
Il trasporto che provoca durante i tre atti è cagionato dal testo e dalla trama notevolmente accompagnati dall’orchestra, quest’ultima magistrale come sempre.
La voce del tenore Bülent Bezdüz ritempra il finale nella memoria degli uditori. Canta “Tu che a Dio spiegasti l'ali” (“O bell'alma innamorata”). E la fa voler cantare.
Una tragedia da ascoltare. Da sentire con empatia letteraria.  
Lucia di Lammermoor, protagonista femminile dell’opera, commuove per le vicende che affronta. Interpretata dalla giovane Olga Peretyatko, si esibisce nella celebre scena della Pazzia di cui lo spettatore rimane innamorato.
Prima di partire per un viaggio diplomatico, Edgardo di Ravenswood promette amore a Lucia, sorella del suo nemico Lord Enrico Ashton (Giuseppe Altomare), il quale, avverso alla relazione, fa recapitare una lettera falsa a Lucia, in cui si dice che Edgardo si è acceso di una nuova fiamma.
Edgardo ed Enrico si sfidano dopo il matrimonio
Lucia si vede costretta a sposare Lord Arturo Bucklaw. Ed è subito dopo aver concluso la cerimonia nuziale che Edgardo ritorna. Sconvolto alla notizia di Lucia sfida a duello Lord Enrico. Ma interviene Raimondo Bidebent, educatore e confidente di Lucia:
“Rispettate, o voi, di Dio la tremenda maestà.
In suo nome io vel comando,
Deponete l'ira e il brando...
Pace pace... egli abborrisce 
L'omicida, e scritto sta:
Chi di ferro altrui ferisce,
Pur di ferro perirà”
Così tutti ripongono le armi. Edgardo va via, furente con la stessa Lucia. Ed è a causa di tanto dolore che la giovane donna, durante la prima notte di matrimonio, si macchia dell’omicidio del consorte. La scena dell’assassinio non si vede. Segue quella in cui Raimondo accenna con mano a che tutti lo ascoltino. Dopo aver rinfrancato il respiro canta:
“Dalle stanze ove Lucia
Trassi già col suo consorte,
Un lamento... un grido uscia
Come d'uom vicino a morte!
Corsi ratto in quelle mura
Ahi! terribile sciagura! 
Steso Arturo al suol giaceva 
Muto freddo insanguinato! 
E Lucia l'acciar stringeva, 
Che fu già del trucidato!
(Tutti inorridiscono) 
Ella in me le luci affisse 
«Il mio sposo ov'è?» mi disse: 
E nel volto suo pallente 
Un sorriso balenò! Infelice! della mente 
La virtude a lei mancò!”
Ed eccola finalmente apparire. Lucia, con la veste sporca di sangue, ormai pazza. Una delle parti più difficili dell’Opera lirica. Parte interpretata in passato da Maria Callas, da Katia Ricciarelli.
Lucia muore. Il fratello rimpiange e vive il rimorso di averle causato tanto dolore.

Enrico (Giuseppe Altomare) e Lucia (Olga Peretyatko)
nella scena della pazzia






Lucia (Olga Peretyatko)


Giunta la notizia della tragica scomparsa ad Edgardo, egli decide di raggiungerla:
"Tu che a Dio spiegasti l'ali, o bell'alma innamorata
ti rivolgi a me placata, 
teco ascenda il tuo fedel. 
Ah! se l'ira dei mortali 
fece a noi sì cruda guerra, 
se divisi fummo in terra, 
ne congiunga il Nume in ciel. 
(Trae rapidamente un pugnale.) 
Io ti seguo
Nessuno vorrebbe mai impazzire, ma cos’altro resta da fare quando ormai le emozioni ci hanno sopraffatto? Non poche sono le vite destinate alla tragicità teatrale. 




                                                

2 commenti:

  1. da precisare che nel 1° cast cantavano: Desirée Rancatore (Miss Lucia), Giuseppe Gipali (Edgardo), Nicola Alaimo (Enrico)Deyan Vatchkov (Raimondo)

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  2. La data ad inizio articolo vuole specificatamente indicare la recensione di quella giornata e di conseguenza del 2° cast. La prossima volta tuttavia mi riprometto di nominare entrambi i cast. Grazie per il commento.
    Giuseppina

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