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martedì 9 luglio 2013

Poesia che un poeta ubriaco decanta, magari mentre fa pipì in un vicolo

(Nota dell'autrice: leggere velocemente per ricreare il suono, lentamente per comprenderne il significato)

Poesia che un poeta ubriaco decanta, magari mentre fa pipì in un vicolo

Il sole cambia colore a tutto,
e non è questione di luce.
La terra, la pelle, rossa;
i campi, i capelli, biondi.
Ma non è la luce.
Cambia come ustione e guarigione,
cambia come pennarello e altro.
Cambia come con il profumo.
Ma il Sole non è la Terra
E la Terra non cambia il Sole.
«E il vino?
Cambia, il vino, al sole?
Cambia forse colore?>>
Il vino non è la terra e la
Terra cambia il vino.
Il sole è poesia,
la terra sua poetica,
il vino fa poesia.
Ma la poesia è
quando qualcuno
decide di fare
di un vaneggiamento 
il genio.
Il non significato
scorrevole e
cantilenante, frenetico, succinto,
è poesia.
Il linguaggio diverso, uguale.
Il vino è poesia, non bevuto.
Il vaneggiamento
geniale è quello naturale,
sfinito, lacerato, imbrunito.
E il sole cambia i colori,
imbrunisce il vaneggiamento,
è poesia.

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