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giovedì 6 febbraio 2014

Intervista a Federica Cudia

Le 10 domande + 1 di Joìne.
Tra mazaresi e mazzarisazzi.



A causa dell’incostanza, della curiosità e di un certo gusto per l’appropriato, con questa intervista vengo un po’ meno alla regola delle dieci domande standard. Non sono riuscita a tenerle identiche per Federica Cudia, argento nella Squadra alle Paralimpiadi di Pechino 2008, argento nella Squadra ai Campionati Mondiali di Tennis Tavolo in Corea del Sud nel 2010, già campionessa italiana giovanile nel 2003. Ragazza dal curriculum sportivo strabiliante che andrebbe allegato interamente qui di seguito, è nata a Mazara nel 1989. Per un’atleta di talento andavano fatte le dovute modifiche, se non altro perché le personalità, la tipologia umana e i percorsi di chi fa sport sono diversi da quelli più propriamente artistico-creativi.
Dunque, con le dovute limature fatte qua e là, ecco le domande alla nostra Campionessa Cudia e le sue preziose risposte.


1) Introduci la tua biografia. Quando scopri la passione agonistica e quando lo sport è diventato per te una professione?

Tutto è iniziato nel lontano marzo 2001 quando avevo appena 11 anni, mi trovavo all’ospedale di Firenze e due ragazzi, anche loro in carrozzina, mi hanno invitato a giocare con loro a tennis tavolo. Mi sono subito innamorata di questo sport e appena sono ritornata a Mazara mi sono iscritta all’associazione sport disabili. Ho cominciato subito ad allenarmi, con il mio tecnico Claudio Amato, e dopo due anni ho conquistato il titolo di Campionessa Italiana Assoluta della mia categoria e Campionessa Italiana Giovanile.
Da quel momento ho capito che il tennis tavolo stava cominciando ad essere importante per me e ho iniziato ad allenarmi seriamente per poter vincere altri titoli.

2) Il tuo percorso formativo. Quante ore ti alleni al giorno e com’è, nello specifico, l’istruzione nel tuo campo?
Mi alleno a Marsala con il mio tecnico Claudio Amato e i ragazzi della mia nuova società, ASD Germaine LeCocq. Faccio 2 ore e mezzo per 2-3 volte a settimana. Quando sono convocata dalla Federazione Italiana Tennis Tavolo (FITET) per fare gli stage, mi alleno con i miei compagni di squadra per 6 ore al giorno. Durante gli allenamenti facciamo molti schemi e se rimane del tempo anche qualche partita.

3) Quali sono i tuoi modelli e cosa credi di avere in comune con essi?
I miei modelli sono le grandissime Valentina Vezzali e Federica Pellegrini. In ogni gara mettono tanta passione e soprattutto tanta grinta, quella non deve mancare mai e sono proprio queste le caratteristiche che ho in comune con loro.
  
4) Un uomo o una donna con cui faresti coppia sportiva?
Mi piacerebbe molto fare coppia proprio con i due modelli che ho citato prima, Valentina Vezzali e Federica Pellegrini. Soprattutto con Federica Pellegrini mi piacerebbe un giorno gareggiare, visto che è da 3 anni che pratico nuoto.

5) Qual è stato l’anno della svolta? L’evento sportivo che più ti ha cambiato la vita? Penso che non per forza debbano essere stati il 2008 e il 2010…
L’anno della svolta è stato il 2008, l’anno in cui ho partecipato alle Paralimpiadi di Pechino. È stato un evento veramente importante e soprattutto è stato emozionante salire sul podio assieme alle mie compagne di squadra ed essere nominate Vice Campionesse Paralimpiche.

6) Politica. Cosa pensi debba essere? Quanto partecipi a quella mazarese e cosa si dovrebbe fare per migliorarsi?
Innanzitutto voglio ringraziare la Provincia di Trapani, perché è grazie all’Onorevole Mimmo Turano e a tutta l’Amministrazione Provinciale che con i contributi straordinari assegnatomi dal 2009 al 2012 sono riuscita a partecipare a vari tornei internazionali. Ringrazio anche i privati che mi hanno sostenuto nel 2007, l’anno della qualificazione per le Paralimpiadi di Pechino, grazie ai loro contributi economici sono riuscita a partecipare a 11 tornei nel 2007. Purtroppo non ho ricevuto in questi anni nessun interesse dal parte dell’Amministrazione Comunale di Mazara del Vallo e devo dire che sono rimasta parecchio male del loro disinteressamento. L’unica cosa che mi auguro è che in futuro le cose cambino e che a Mazara non si parli solo di calcio ma anche di altri sport meno popolari.

7) Una descrizione, una peculiarità, della tua carriera e della tua persona.
Mi reputo una ragazza abbastanza determinata e se devo fare una cosa la faccio per bene. Non lascio mai niente a metà. Sono abbastanza grintosa e buona con tutti ed è grazie al mio carattere se sono arrivata a questi livelli.

8) Fino a dove si spinge la tua ambizione? Puoi dirci dove e quando sarà la tua prossima partita? In che ambito di campionato?
Per adesso mi sto preparando per partecipare a marzo al primo Torneo Internazionale del 2014, si svolgerà a Lignano Sabbiadoro. Quest’anno farò altri due Tornei Internazionali, in Slovacchia e in Romania. Sinceramente sto aspettando con ansia il 15 febbraio per sapere se andrò a settembre ai Campionati Mondiali, che si terranno in Cina, per adesso sono nella classifica mondiale seconda di riserva. Gioco anche contro i normodotati e faccio parte della squadra della serie D1 e della serie B femminile della mia società. Poi ho già cominciato a lavorare con gli allenamenti per poter partecipare alle prossime Paralimpiadi che saranno nel 2016 a Rio de Janeiro, insomma sto sempre in movimento.


9) Rinunceresti a fare ciò che fai per qualcuno? Se sì, per chi o per cosa?
Bella domanda questa! Penso proprio di sì, lo farei per crearmi una famiglia con il mio fidanzato e dedicarmici al 100%. Mi piacerebbe trovare anche un lavoro stabile e se lo trovassi penso proprio che rinuncerei a tutto ciò.

10) Porgi ai lettori un saluto e invitali a seguire te e il tuo sport. Immagino che tu sia una persona che dà tanto nella propria vita e penso che tu possa dare molto anche alle persone che ti stanno leggendo: vorrei una tua frase, un tuo motto.
Cari lettori vi saluto tutti e con l’occasione voglio ringraziare la mia famiglia, il mio fidanzato, i miei amici e tutte le persone che mi conoscono e hanno sempre creduto in me. Una frase che mi dico sempre, soprattutto durante le partita, è: “Non mollare mai, credici fino in fondo”. Perché nella vita non bisogna mollare mai, non ci dobbiamo arrendere mai agli ostacoli della vita, solo così possiamo inseguire e realizzare i nostri sogni.

11) Cara Federica, facendo le dovute collocazioni nel tempo, anni fa il mio vicino di casa aveva comprato una rete da tavolo e così quasi ogni giorno andavo a giocare contro di lui a ping pong. Mi fa molto ridere oggi sapere che nello stesso periodo tu diventavi campionessa nazionale, ti preparavi a vincere gli alti podi.
Raccontaci delle Paralimpiadi, delle selezioni, degli incontri e delle emozioni di quel giorno a Pechino 2008 o, se preferisci, dei giorni in Corea nel 2010. Quanto cambia la vita?
Le Paralimpiadi di Pechino sono state uniche, non le dimenticherò mai. E’ stata un’esperienza veramente importante. Innanzitutto per potermi qualificare ho partecipato nel 2007 a 11 Tornei Internazionali vincendo tante partite. Quando è arrivata la convocazione ufficiale ho realizzato che era tutto vero e non stavo sognando. Partecipare alla cerimonia d’apertura è stato emozionante, entrare nello stadio pienissimo e vedere accendere la fiaccola è stato un evento indimenticabile. Il giorno della finale è un altro ricordo che porterò sempre nel mio cuore, il palazzetto era pienissimo, la maggior parte erano tutti cinesi, anche perché abbiamo giocato contro le due fortissime ragazze cinesi. Abbiamo perso 3 a 1, ma è come se avessimo vinto la medaglia d’oro.  


(fonte: Primapagina Mazara)

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