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sabato 19 aprile 2014

Intervista a Francesca Cannatella

Le 10 domande + 1 di Joìne
Speciale Sicilia.


Forme morbide e abbondanti, curvilinee nelle decorazioni murali quanto nelle pitture su tela. Colori che rassicurano e riscaldano, nonostante l’apparente rappresentazione del malessere femminile nella mancata omologazione estetica. Le immagini inscenate emanano senso di vulnerabilità, di autoproiezione interiore, ma allo stesso tempo si impongono dense e decise sulle tele: si nota, sì, la sofferenza dei soggetti protagonisti, tuttavia l’uso coloristico e il gioco sinuoso che la mano di Francesca Cannatella mette in atto, rassicurano l’occhio e lo spettatore. C’è la debolezza e c’è l’autodeterminazione di una donna.
Come prima ospite della rubrica regionale delle 10 domande +1, ho scelto una siciliana nata a Palermo il 23 febbraio 1986 dall’interessantissima abilità artistica: pittrice, decoratrice e molto altro ancora (approfondite su https://www.facebook.com/FrancescaCannatellaArte).
Tra le tante cose che colpiscono del suo curriculum, Francesca Cannatella elenca anche la realizzazione  di un libretto illustrato dell’opera “Il Barbiere di Siviglia” per la Fondazione Teatro Massimo. Cosa, credo, stupenda.
Scritto ciò, lascio spazio alla nostra protagonista del giorno.

1)      Introduci la tua biografia. A che età ti è stato chiaro cosa volevi diventare? Quando ti sei resa conto di essere diventata la tua professione? Ti senti, infatti, più rappresentata dal tuo nome o dalla tua arte?
Da sempre, o comunque ricordo che sin da piccola sapevo di voler fare l’Accademia di Belle Arti, quindi ho affrontato il mio percorso di studi con questa certezza, senza farmi troppe domande al momento di scegliere. I dubbi sono arrivati dopo, quando cominciai a crescere e a capire che tutto stava cambiando, la società in cui viviamo, quando sono cominciati i problemi seri per un lavoro, lì ho cominciato a chiedermi e continuo a chiedermi se ho sbagliato a prendere questa strada che adesso è difficile da percorrere soprattutto in vista di un lavoro stabile e soprattutto retribuito a merito. Mi sono resa conto che questa era diventata la mia professione forse da sempre, ma ad essere sincera negli ultimi anni ho cominciato a pensarla in maniera più razionale. Prima la prendevo più come un “gioco”, qualcosa che mi divertiva e che mi piaceva fare, lo è tutt’ora, ma ho notato che la gente non mi prendeva sul serio perché vedeva proprio che nel farlo mi divertivo, adesso sono più dura e decisa e scendo meno a compromessi, economici chiaramente, il mio è un lavoro come tutti gli altri: ho studiato e ho fatto sacrifici come tanti, quindi deve essere retribuito giustamente. Mi sento rappresentata più dalla mia arte sicuramente.


2)      Il tuo percorso studi. Come credi che debba essere l’istruzione nel tuo campo? Ti piace più l’ordine o il disordine nelle idee e nei progetti?
 Per quanto riguarda il mio percorso di studi, mi sarebbe piaciuto farlo all’estero, dove avrei avuto più possibilità una volta finito. Questo è proprio quello che cambierei in questo campo… Visto che ormai è sempre più difficile arrivare o comunque trovare e crearsi un lavoro in questo ambito, penso che già dall’istruzione dovrebbe partire l’idea di inserire gli studenti nel mondo del lavoro.
Se mi piace più l’ordine o il disordine nelle idee e nei progetti?! Non ne ho idea! Io sono ordinata e precisa in tante cose e disordinata in altre, come nella mia testa: a volte immagino cosa c’è nella mia testa e vedo solo vortici di idee, immagini, parole che a volte non riesco neanche a mettere  insieme e questa cosa spesso mi piace perché mi identifica, io sono così, un momento prima sono “perfetta”, “ ordinata” e seria, e il momento dopo non si capisce più niente perché faccio cose completamente opposte.
  

3)      Quali sono i tuoi modelli e cosa credi di avere in comune con essi?
I miei modelli di vita mi stanno accanto ogni giorno, per cominciare mio Padre, da solo e dal niente con tanti sacrifici è riuscito a costruire insieme a mia madre una splendida famiglia e ha sempre cercato di non farci mancare nulla, dal punto di vista professionale lo stimo ancora di più perché è una persona seria, onesta e professionale in tutto quello che fa, a volte a 60 anni lo vedo ancora studiare per dare il meglio in quello che fa; per quanto riguarda mia Madre vorrei avere la sua forza, diciamo che lei è la persona che stimola sempre tutti a dare di più e ad affrontare la vita nel modo più giusto, cerca sempre di rimetterci nel binario giusto; poi ci sono le mie sorelle le quali, mi basta solo dire, sono sicura che arriveranno dove vorranno arrivare e già ci stanno riuscendo.

4)      Un uomo o una donna con cui faresti coppia artistica?
Mi piacerebbe lavorare con diversi artisti, ma forse in particolare con Frida Kalho. Mi sarebbe bastato solo starle accanto e viverla per anche solo un paio d’ore. Una donna e un’Artista forte e con le palle, che riusciva a dipingere la sua vita senza vergogna e limiti nonostante le sue sofferenze.


5)      Ti senti più un’artista bambina, ribelle o matura e metodica?
Mi sento un’artista bambina, probabilmente perché ancora sono all’inizio e ho tanto da imparare, soprattutto dalla vita.

6)      Politica. Cosa pensi debba essere? Quanto partecipi a quella del tuo territorio e cosa si dovrebbe fare per migliorarsi?
Bella domanda, non lo so, forse si dovrebbe smettere di litigare per un posto al potere, mettere gente competente ai vertici e cominciare a pensare seriamente e realmente al bene dei cittadini.


7)      Una descrizione, una peculiarità, della tua carriera e della tua persona.
Carriera? Ancora è presto per parlare di carriera, sono ancora giovane soprattutto dal punto di vista artistico, sono ancora all’inizio e penso che dovrò vederne tante.

8)      Fino a dove si spinge la tua ambizione? Puoi dirci il tuo prossimo progetto?
Ancora non lo so, forse ho smesso di sognare, ho troppa paura di farlo, cerco di stare con i piedi per terra e vedere piano dove arrivo. Spero di fare al più presto una mostra dei miei lavori, i quali, secondo me, rappresentano di più la mia arte e il mio mondo.


9)      Rinunceresti a fare ciò che fai per qualcuno? Se sì, per chi o per cosa?
No.


10)   Porgi ai lettori un saluto che ti caratterizza e invita il pubblico a conoscerti, motivali qualora ce ne fosse bisogno.
Non amo molto vendermi e parlare di me; nei miei quadri penso ci sia tutto, ci metto sempre un po’ di me stessa e di quello che ho vissuto e che vivo, molto semplici in superficie ma che se si guardano con attenzione parlano di tante cose. Pensavo che riuscissero a capirli solamente chi mi conosce, invece, con il tempo e confrontandomi con le persone, ho potuto constatare che chi vuole realmente capire l’arte e mettersi nei panni dell’artista, riesce a leggere con esattezza ogni quadro.
                                                                                                            
11)  Cara Francesca, sono certa che in futuro avremo modo di trattare le tue opere con maggiore attenzione e con occhio estesamente più critico. Nel frattempo tra Mazara e Milano qualcosa dovremo fare, dimmi un po’, preferiresti illustrare qualche mio nuovo libro o farti mettere in mostra?
Io proprio non ce la fò a lasciare che gli artisti bravi non lavorino!
Mi piacerebbe tanto, magari si può tentare di fare entrambe le cose!







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