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martedì 1 luglio 2014

È tempo di vernissage! #CosaSiIndossaAdUnVernissageAParigi?


Cosa si indossa all'apertura di una mostra? Cosa ci si mette se il vernissage si svolgerà a Parigi in presenza di artisti internazionali?
È vero, dovrei essere l'ultima a trattare di moda, ma quello che spero è che proprio la scrittura mi aiuti a trovare una buona idea, perché ho un guaio da risolvere.
Da quando so che parteciperò al vernissage di Laurel Holloman presso la Galerie Joseph (più vicina alla torre Eiffel di quanto non lo sia adesso dal comodo divano di un convitto milanese), dopo la felicità incondizionata dei primi due giorni, ho realizzato che forse l’abito che avevo in mente per l’occasione non è adatto. O forse lo è. Per sicurezza cosa fare? Ovviamente catapultarsi nei negozi, e se ci si trova nella città di Vogue Italia è anche meglio.

All’inizio della mia indagine ho provato a chiedere aiuto-soccorso alle amiche, poi ho cercato tutorial su youtube, ma di vernissage nessuno pare sapermi dare un buon consiglio. C’è chi dice che il nero sia il must, ma francamente lo eviterei in un posto pieno di opere d’arte. Da qualche parte ho letto invece che si può indossare ciò che si vuole: non penso sia neppure così. Insomma su, non voglio mica apparire come l’artista bizzarra di turno o, peggio, di quella inappropriata. No, durante gli eventi non bisogna sentirsi inappropriati.
L’ideale sarebbe sobria ma non troppo, elegante ma non troppo, straniera ma non troppo, giovane ma non troppo, professionale ma non troppo. Sembrerebbe quasi che debba vestirmi non troppo! Seminude al vernissage.
Così oltre a dover dimagrire in dieci giorni, da oggi dovrò setacciare vetrine e siti web per trovare il look più opportuno. Abito o pantalone e camicia? Gonna lunga o classica? Qualcosa da galà o più da street style? L’unica cosa che so è che dovrà essere leggero, fresco, sebbene a Parigi ci sia più freddo che qui, io sentirò caldo a prescindere.

Considerazioni post ricerca, giorno uno. I negozi sono diabolici, in mezzo a tanti bei vestiti e accessori (che non so abbinare da me, la moda mi fa sentire stranamente priva di fantasia e tanto incapace), dimentico di essere una scrittrice e vai con la frivolezza. Santa frivolezza.
Voi che dite? Tra dodici giorni avrò l’abito giusto? Io non lo so ancora. Male che vada però metterò l’abito con il quale mi sono immaginata il giorno che ho fatto il biglietto per Parigi. Adatto o meno che sia.
Lato positivo dell’evento oltre all’evento stesso? Comincia a piacermi il francese. Mi piace l’idea di presentarmi con “Je suis Giuseppina Biondo” o ufficializzarmi con “Je m’appelle Joìne, un écrivain”. Poi, dopo il vernissage, baguette e crepes a volontà.


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